Non sono impazzito, il lato positivo c’è. Ovvio vincere sarebbe stato meglio però le vittorie spesso possono nascere proprio dalle sconfitte ma solo se di quest’ultime ne fai tesoro, cioè analizzi in modo oggettivo tutti gli elementi per non ripetere gli errori

Dopo la striscia positiva di 10 risultati consecutivi iniziata con la vittoria in trasferta contro l’Inter fino alla raggiunta qualificazione alla finale di coppa Italia ai danni della Roma tutto l’ambiente Lazio cominciava a pensare a una quasi miracolosa qualificazione per la Champions League. L’entusiasmo era tale che la società Lazio molto abilmente e con un tempismo perfetto ha iniziato addirittura la campagna abbonamenti per la stagione successiva. Poi, nel massimo dell’entusiasmo arriva la sconfitta interna con il Napoli che raffredda un po’ tutto l’ambiente. Come detto in apertura dell’articolo però dalle sconfitte possiamo evitare di ripetere certi errori nel futuro.

La brutta serata, oltre il pesante 0-3 rimediato ha riproposto 3 sostanziali problemi. Il primo e il più importante è il valore della “panchina” che, almento ad oggi, non è assolutamente all’altezza dei titolari se poi le assenze si concentrano tutte in una partita e sfortuna vuole proprio contro una top-team il problema s’ingigantisce fino alla cocente sconfitta come rimediata ieri sera.

Lo diciamo da tanti anni ormai e speriamo che la società lo capisca finalmente (la speranza è l’ultima a morire) non si può preparare un campionato professionistico come quello della Serie A cedendo 1 o 2 pezzi pregiati e provare a rimpiazzarli con le consuete 3, 4 o 5 promesse. Per non dare adito a confusione i giocatori con grandi potenzialità vanno certamente presi ma insieme anche a top-player o comunque a dei calciatori affidabili che danno certezze. E’ da stupidi pensare di prendere 5 promesse  che all’unisono nella stessa stagione diventano tutti dei campioni. Soprattutto quando si proviene da altri campionati un tempo minimo di ambientamento ai calciatori è necessario, tempo fa Felipe Anderson quantificava questo tempo in almeno 6 mesi. Morale, la Lazio ha attualmente una buona squadra e molto giovane e con degli innesti di ottimi calciatori potrebbe arrivare ai vertici che contano per molti anni, sarebbe un’investimento che farebbe “campare di rendita”, se invece si pensa di vendere De Vrij e/o Keita per fare un grande incasso e investirne solo una minima parte con altre promesse quello che stiamo vivendo adesso si perpetuerà all’infinito.

Il 2° problema è almeno in parte figlio del primo ovvero la voglia di vincere sempre e di non accontentarsi mai. In questa occasione ci vogliono grandi calciatori non solo nella tecnica ma anche nella testa. Contro il Napoli ho visto un minimo di appagamento per la qualificazione raggiunta in coppa Italia e una voglia di vincere leggermente in flessione rispetto alle partite precedenti. Una parte del secondo tempo con la grande spinta del tifo biancoceleste uno scatto d’orgoglio c’è stato ma probabilmente doveva iniziare prima per tentare a vincere contro il Napoli.

Il 3° ed ultimo problema, ma in questo caso c’è da dire che andiamo a cercare il proverbiale pelo nell’uovo, sono stati alcuni errori di Simone Inzaghi. Ha dimostrato di essere un’ottimo allenatore e come tale lui stesso riconoscerà di aver fatto qualche mossa sbagliata.

A conclusione di questa analisi c’è da dire che esistono anche gli avversari con la loro bravura e ieri il Napoli, dobbiamo sportivamente riconoscerlo, è stato bravissimo

 

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