Cataldi ai tifosi laziali |Risposta formale e non vedo “tracce di Lazialità”

Attraverso il proprio profilo instagram Danilo Cataldi ha risposto al messaggio della curva Nord:

  • La Lazio per me non è e non sarà mai un semplice club. È una famiglia, una casa nel mio cuore in cui sono entrato quando avevo 12 anni. E non dimenticheró mai ogni momento vissuto con il biancoceleste addosso e con l’aquila sul petto. Grazie alla Lazio, da bambino sono diventato uomo. E soprattutto professionista. La carriera di un calciatore è anche questo, sono orgoglioso dell’opportunità di giocare nel Genoa che ha creduto in me, di proseguire il mio percorso di crescita in una società così importante. Oggi, Cataldi dà l’anima per il Genoa come ha sempre fatto e se ci sara la possibilita continuera a fare per la Lazio. Senza voler mancare di rispetto a nessuno sia da parte mia che della mia futura moglie,che come giusto che sia, tifa e tiferà sempre la maglia che indosso. Questo è il mio percorso, con la testa al Genoa; come da sempre e per sempre grato e legato ai colori biancocelesti.
    Un abbraccio a tutti!
    Danilo

Vedere Cataldi esultare con eccessivo trasporto al gol di Pandev contro la Lazio ha creato molto fastidio ai tifosi Laziali. La Curva Nord non si è fatta attendere e con un comunicato ha preso le distanze dal giocatore considerato fino ad allora Laziale doc per essere cresciuto nel vivaio della Lazio ed essersi affermato nella stessa squadra.

Il messaggio di Cataldi è formalmente corretto e proprio questo che lascia ancor più perplessi. Al di là delle ovvietà non si percepiscono forme di lazialità ma solo una risposta acrobatica di chi deve tenere equidistanti l’attuale società il Genoa e la Lazio che è ancora proprietaria del suo cartellino.

Oltre che formale c’è anche un tentativo di sviare il problema principale.

Infatti a Cataldi nessuno ha chiesto di giocare con il “freno a mano tirato” o di “non metterci la gamba” perchè giocava contro quella che si pensava fosse la sua vera squadra ma più semplicemente non si doveva o non si sarebbe dovuto vedere quell’esultanza fatta anche con eccessivo entusiasmo.

Non è la prima volta, è capitato anche ad Immobile per esempio, non esultare dopo il suo gol al Pescara sua ex squadra e con tutto il rispetto per gli abruzzesi questi nulla hanno a che fare con la Prima Squadra della Capitale e nonostante Ciro non aveva una storia così pregnante come Cataldi e la Lazio.

Non esultare al gol per rispetto dell’ex squadra lo hanno fatto molti altri calciatori di cui non erano neanche tifosi. Quindi come indicato nella tua risposta nessuno ti ha chiesto di venir meno alla tua professionalità.

Personalmente da moltissimi anni “tifo solo la Maglia” e pertanto se dovessi tornare alla Lazio continuerò a farlo anche se dentro quella amata maglia ci fossi tu ma se dovessi rimanere a Genova o altrove sarebbe meglio.

Non riesco ad essere politicamente corretto ( le passioni non hanno mezzi termini e non prevedono acrobazie letterarie ), come capita in queste occasioni dovrei augurarti buona fortuna per il preseguo della tua carriera ma non lo faccio e non faccio neanche il contrario perchè un sentimento negativo è pur sempre un sentimento quindi con l’indifferenza pari alla tua risposta chiudo questo commento.

 

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