Curva Nord, dopo lo striscione anche la lettera a Totti

Nell’incontro di Lazio vs Inter nel posticipo della 37a di campionato giocata ieri sera in curva nord è stato esposto lo striscione “I nemici di una vita salutano Francesco Totti” (firmato Irriducibili).

Lo striscione ha originato apprezzamenti e forti dissensi nella tifoseria della Lazio. Fermo restando il rispetto per le opinioni altrui a prescindere da qualsiasi considerazione non faccio nessuna fatica a schierarmi in totale contrarietà a quello stiscione.

A questa mia presa di posizione (non potrei certificarlo ma mi sembra la maggioranza del tifo biancoceleste) subito qualcuno ha obbiettato paventando il solito buonismo e “l’alto profilo morale” che fa tanto bello e politicamente corretto che “anche gli avversari vanno rispettati”.

Su questo sarei assolutamente d’accordo, addiruttura è la parte portante del mio pensiero di vita  però la frase andrebbe completata perchè il rispetto agli avversari va riconosciuto se anche dall’altra parte viene fatto altrettanto e non parlo solo di magliette goliardiche ma di frasi e comportamenti assunti soprattutto contro la Lazio.

Tra l’altro non capisco (ma non escludo che sia un mio limite) perchè Totti sarebbe stato trattato male dalla propria società che lo ha alimentato a milioni di euro pur sapendo benissimo che soprattutto in questi ultimi anni non poteva dare prestazioni agonistiche/tecniche tali da essere determinante per vincere un trofeo per le sue prestazioni agonistiche. I contratti gli sono stati rinnovati esclusivamente  per la pressione mediatica subita dalla società AS Roma  perchè tecnicamente non serviva a nulla anzi a Spalletti la sua presenza sembrava dargli anche fastidio.

Personalmente reputo che la società giallorossa lo abbia super-premiato senza  averla mai ripagata con qualcosa di concreto.

Poi c’è la passione dei tifosi che prescinde dalle situazioni contrattuali ma qui siamo in una sfaccettatura della vita diversa dove si potrebbero aprire letterature di opinioni infinite.

Forse la AS Roma avrà venduto un numero di maglie consistenti ma nella gestione totale del giocatore considerando quanto è uscito in stipendi, quanto non incassato per la sua cessione e quello che è stato vinto negli anni di permanenza con la maglia giallorossa mi sembra un bilancio totalmente sfavorevole alla società di Trigoria. 

Ognuno comunque può farsi la propria opinione leggendo la lettera degli Irriducibili come riportata da lultimaribattuta.it:

Era il 6 marzo del 1994 quando ci siamo incontrati per la prima volta. 

Entrasti al posto di Piacentini e ti procurasti un rigore che poi Giannini si fece parare. Così giovane eri già riuscito a descrivere, in maniera eccellente, la storia della tua squadra fatta di rigori e di occasioni perse.

Da allora, mentre inanellavi record su record; mentre gli stadi di tutto il mondo ti battevano le mani; mentre pensavi a che maglietta dedicarci, e tra un Sanremo e uno spot pubblicitario, la Lazio vinceva uno Scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, quattro Coppe Italia (in una eri anche presente. Nel giorno più bello da Laziale c’eri tu e ti ho battuto le mani volentieri) e tre Supercoppe italiane.

Quanto avrebbe potuto vincere il Real Madrid con te in campo nessuno potrà mai saperlo.  Sei l’unico campione che non sono riusciti ad acquistare.

Senza di te si sono dovuti accontentare di due Coppe Intercontinentali, due Coppe del Mondo per Club, cinque Coppe dei Campioni, tre Supercoppe Europee, sette Scudetti, tre coppe nazionali e sei Supercoppe di spagna. Poco, per un giocatore del tuo talento.

In ogni caso, e soprattutto di questi tempi, hai raggiunto un traguardo che merita rispetto. Il rispetto che non hai ricevuto né dai tuoi tifosi né dalla tua società e questo, te lo diciamo sinceramente, ci dispiace.

Noi non avremmo mai permesso che un giocatore come te venisse trattato così. Non avremmo mai osservato in silenzio quello che ti stanno facendo e che ti hanno fatto. Oggi nessuno ti difende e noi, ovviamente, non possiamo farlo.

Nessun rancore per le magliette e per le battute che ci hai dedicato. Ci stanno e, anzi, ci devono stare. Stiamo a Roma e funziona così.

Chissà che epilogo avrà questa storia… Se ci riserverà qualche sorpresa e qualcuno non saprà piu per chi tifare. In ogni caso una stretta di mano come si conviene ad un avversario che, dopo tanti anni, lascia il campo, da parte dei suoi “nemici” migliori.

Irriducibili Lazio”.

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