19″72

Per qualcuno leggere questi numeri è sufficiente per capire di chi sto parlando. Per quelli meno appassionati di atletica leggera dico subito che sono riferiti al tempo con il quale il grande atleta italiano Pietro Paolo Mennea stabilì il record mondiale nei 200 metri piani nel 1979 nelle Universiadi di Città del Messico e durò ben 17 anni e tuttora costituisce il record europeo. L’anno successivo nel 1980 vince l’oro alle Olimpiadi di Mosca.

Nella sua carriera Mennea ha collezionato altre vittorie importanti come l’oro nel 1974 ai campionati europei di Roma e sempre oro nei 400 metri piani agli Europei Indoor  nel 1978 dopo che nello stesso anno difese con successo il suo titolo europeo nei 200 metri.

Penso che a questo punto vi starete chiedendo cosa centra adesso Mennea con il Calcio o addirittura totti. Ancora una po’ di pazienza prima di svelare il filo conduttore.

Mennea non è stato solo un campione sportivo ma è riuscito a distinguersi anche quando stava lontano dalle piste di atletica.

Infatti è riuscito a laurearsi per ben quattro volte, la prima volta in scienze politiche, poi seguirono anche le lauree in giurisprudenza, scienze motorie e sportive e lettere.

Al termine della carriera sportiva è stato insegnante di educazione fisica, curatore fallimentare, eurodeputato (a Bruxelles dal 1999 al 2004),  commercialista, avvocato  e per alcuni mesi anche direttore generale della squadra di calcio della Salernitana nell’annata 1998-1999.

Insomma un personaggio italiano di cui andare fiero. Nel marzo del 2012 la città di Londra, nell’ambito delle iniziative connesse ai Giochi olimpici di Londra 2012, dedica all’ex atleta barlettano una stazione della metropolitana cittadina High Street Kensington

Muore il 21 marzo 2013, all’età di 60 anni, in una clinica di Roma, a causa di un tumore.

Pietro Mennea aveva un curriculm tale che i vari Malagò, parafrasando uno striscione della Curva Nord, sono costretti a dormire con le luci accese per non subire l’incubo del confronto a guardare la loro misera realtà di fronte ad un personaggio di uno spessore così elevato.

Come puntualmente accade in Italia però le persone preparate e con il pensiero autonomo  sono sempre osteggiate e Pietro Mennea lo è stato sempre.

(Per chi non ha seguito le sue vicende può approfondirle in questo articolo).

L’ultimo sgarbo che gli fu fatto è stato quello di non riconoscergli la presidenza del CONI che invece fu data a Malagò.

Adesso leggendo le pur sintetiche informazioni fin qui esposte chiunque rimarrebbe meravigliato per questo mancato riconoscimento. Tutti avrebbero dato la Presidenza del Coni ad una persona così preparata, pluri-laureata che ha dato una grande immagine nazionale ed internazionale all’Italia con le sue gesta sportive. Tutti ! Tranne chi invece gliela doveva dare.

Chi ha avuto la pazienza di seguirmi fino qui arrivo al motivo di questo articolo.

Domenica sera 28 maggio 2017 il capitano francesco totti gioca l’ultima partita dopo 25 anni con la asroma. 25 anni di carriera, profumatamente pagati dalla sua società senza che in tutti questi anni sia stato determinate a vincere qualcosa.

Anzi per essere precisi di trofei ma che non contano nulla ne ha vinti a decine,  che nessuno ha mai ambito e molti neanche  ne hanno mai sentito parlare ma per i tifosi giallorossi questo non conta tanto a loro glieli hanno fatti passare quasi come equivalenti dell’ambito Pallone D’Oro e tanto basta. Quindi nel palmares di totti troviamo pantofole d’oro, scarpini d’oro e forse anche le infradito d’oro e poi a seguire anche il cucchiaio d’oro ecc. . Dopo questi “prestigiosi” premi c’è una sfilza di record del tipo il più alto numero di colpi di tacco e tanti altri poco o niente significativi per il calcio ufficiale come il numero di partite o il numero di gol segnati con la stessa maglia.

Ci sono stati altri “primati” utilizzati ad arte per veicolare la “leggenda totti” perchè essendo priva di vittorie necessitavano a tenere a galla l’attenzione dei media sui tifosi. Si tratta di primati extra-calcistici raggiunti, come per esempio le maggiori presenze nel programma televisivo “C’è posta per te”.

Il tifo e la stampa rigorosamente con la sciarpetta giallorossa intorno al collo tace invece su “altri grandi risultati” raggiunti dal loro “eroe” non presenti anche questi nel palmares ufficiale ma che nella città di Roma hanno un grande peso specifico come quello del record dei derby persi oppure quello di lasciare in eredità agli attuali tifosi romanisti e quelli che verranno la sconfitta storica nel derby della finale di coppa Italia del 26 maggio 2013 meglio conosciuta come “La coppa in faccia“.

Insomma nel palmares di francesco totti tanto fumo e poca sostanza ma le migliori “gesta il mitico eroe”  le ha date in campo con comportamenti totalmente e palesemente anti sportivi nei confronti degli avversari e spesso a gioco fermo, come calci da dietro, pestare calciatori a terra, spinte gratuite, pallonate a calciatori mentre neanche sei a giocare ma ai bordi del campo, sputare (gesto ignobile) e altri comportamenti che chiunque non voglia chiudere gli occhi sa di cosa parlo soprattutto quelli con la sciapetta intorno al collo sopracitati.

Anche Mario Adinolfi, leader del Popolo delle Famiglie si è espresso sulla vicenda dichiarando che Totti non ha fatto la storia e Roma ama le cafonate”.

Gesti e azioni, oltre che antisportive come già detto anche da condannare soprattutto perchè, come ampiamente riconosciuto, i comportamenti eseguiti da personaggi in vista e mostrati in tv hanno un impatto mediatico quasi infinito e quando sono negativi sono da cattivo esempio per le giovani generazioni soprattutto in questo periodo nel quali si stanno facendo campagne contro il bullissmo e questi sono proprio gesti da “bullo del quartiere”.

Posso comprendere le celebrazioni provenienti dai propri tifosi ma non quelli di politici facente parte tra l’altro di un governo autore, come appena detto, di campagne contro il bullismo, o di persone con cariche istituzionali come il presidente del CONI Malagò che, seppur tifosi anche loro del personaggio in parola,  avrebbe dovuto evitare certe celebrazioni pubbliche e soprattutto NON avrebbe dovuto dichiarare cose non vere come  “25 anni senza una macchia”  e soprattutto NON avrebbe dovuto assolutamente dire che Totti potrebbe fare il presidente del CONI, è sempre stata una persona di parte, senza nessuna preparazione e cultura adeguata ma soprattutto queste dichiarazione le reputo un gravissimo insulto alla grandissima persona di Pietro Mennea.

Quando si ricoprono cariche istituzionali si dovrebbe essere attenti a ciò che si dice, il CONI è un’ente di proprietà di tutti e non è l’ufficio della as roma.

 

malago

Fonte immagine: corrieredellosport.it

 

NOTE:                                                                                                                                                          Il nome di francesco totti e della as roma sono scritti in minuscolo per rimarcare i loro “meriti anti-sportivi”