“Keita rallenta la Lazio”, scrive Il Messaggero nelle sue pagine sportive. Il club biancoceleste ha ceduto il senegalese e Biglia al Milan per 60 milioni ma la punta continua a rifiutare.

Questo succede quando non pianifichi le attività future ma gestisci la società con il solito modus operandi lotitiano “il padrone della Lazio sono io e  faccio quello che voglio”.

Pur se antipatico (eufemismo) la realtà purtroppo è questa ma in alcune circostanze come quando perdi il controllo contrattuale dei calciatori, come nell’occasione dei mancati rinnovi in prossimità delle scadenze, succede poi che da padrone passi a garzone e se nella prima fase si ha ampia libertà di decisione nella seconda l’esigenze e la volontà del calciatore diventano primarie e vincolanti.

E’ il caso di Keita. Il calciatore potrebbe svincolarsi con l’art. 17 della FIFA o giocare fino alla scadenza del contratto 30.06.2018 e andar via il prossimo anno a paramentro zero.

Il primo caso è rischioso per tutti perchè l’entità della cifra dell’eventuale cessione verrà valutata proprio dalla FIFA secondo una serie di parametri che potrebbero presentare sorprese sia per l’una che per l’altra parte con un importo  che potrebbe rispettare quelle del mercato corrente ma anche molto più basse o addiruttura più alte.

Comunque Keita avrebbe promesso a Lotito che non utilizzerà questa “scappatoia legale”.

La seconda ipotesi è quella più temuta dalla presidenza biancoceleste convinta che il calciatore abbia raggiunto già un’accordo con la Juventus al quale andrebbe il prossimo anno a parametro zero come riportato dal corrieredellosport.it.

E’ vero che le volontà di Keita stanno bloccando il mercato della Lazio ma è altrettanto vero che la cattiva gestione contrattuale dei calciatori è opera della società.

Aggiungendo poi che la Lazio, come ormai noto a tutti soprattutto agli operatori di mercato, per acquistare deve prima necessariamente vendere, le difficoltà di realizzare un progetto (qualora esistesse) si moltiplicano.

Insomma sembra di assistere più che ad una campagna acquisti/cessioni di rafforzamento studiata e mirata a partite della roulette dove sarà la fortuna a determinare successi ed insuccessi invece che la razionalità di esigenze progettuali.

Tutti speriamo che le parti possano trovare un’accordo rapido e soddisfacente ma  nel  caso la campagna acquisti/cessione dovesse essere insoddisfacente le colpe sono gà pronte d’assegnare, dal malfunzionamento del fax di qualche anno fa si passerà a Keita che non avrebbe accettato la cessione voluta dalla Lazio.

Come sempre e come non si potrebbe fare altrimenti rimaniamo alla finestra in attesa della conclusione del calcio mercato con la solita speranza che tra entrate ed uscite la Lazio sia rafforzata