Nei primi tempi della sua presidenza alla Lazio Lotito è stato acclamato da tutti i laziali come il salvatore della Patria per aver evitato il fallimento della società poi con il trascorrere degli anni, per il suo modo di gestire la Lazio ha spaccato nettamente in due la tifoseria biancoceleste dividendola, parlando sommariamente, in pro e contro se stesso.

In questa occasione però non voglio analizzare la gestione squisitamente tecnica della società e della squadra ma quella finanziaria che bilanci alla mano, a detta degli esperti, la Lazio sarebbe una società più che sana.

Stessa cosa invece non si può dire di altre società come la Roma, l’Inter e il Milan per esempio che a fronte di forti debiti continuano però a spendere notevoli cifre nel calcio-mercato con relativi aumenti dei costi del monte ingaggi.

Ricordo che Cragnotti fu costretto a lasciare la società Lazio per debiti  inferiori a quelli di queste squadre menzionate e per ripianarli dovette vendere, anzi svendere i “gioielli di famiglia” più importanti quali uno su tutti Alessandro Nesta al Milan.

Ora invece per alcune società sembra che più aumentano i debiti e più spendono nella campagna acquisti magari riuscendo a raggiungere traguardi importanti  come l’Inter e la Roma qualificate per la Champions ma con grandi difficoltà economiche che il così detto fair-play finanziario della SERIE A e quello dell’UEFA dovrebbero punire invece difficilmente interviene (aspettiamo comunque prossimi eventuali interventi degli organi controllori) e quando lo fanno non modificano nulla in modo sostanziale come sarebbe previsto e anche giusto.

Quindi Inter e Roma raggiungono la qualificazione alla Champions League, il Milan all’Europa League, grazie a calciatori che in teoria non avrebbero potuto acquistare mentre la Lazio per mantenersi correttamente nei parametri del FFP  ha rinunciato a rinforzare maggiormente la squadra.

A questo punto se il  Financial Fair Play non viene applicato non saprei come giudicare il Presidente Lotito se un dirigente virtuoso o un’ingenuo che accetta le regole del gioco in un ambiente scorretto.

Vediamo in estrema sintesi cos’è  Fair play finanziario:

  • Fair play finanziario (SERIE A)
  • Definiti i parametri del fair play finanziario Made in Italy. Dalla stagione 2018/19 per iscriversi alla Serie A i club italiani dovranno rispettare il pareggio di bilancio.

 

  • Fair play finanziario (UEFA)
  • Il fair play finanziario (financial fair play, FFP) è un insieme di regole che mira a disciplinare e razionalizzare le finanze dei club calcistici, per evitare gli indebitamenti folli e i fallimenti del passato. È stato approvato all’unanimità dal Comitato esecutivo Uefa nel settembre 2009.
  • Dal 2011 le squadre che si qualificano per le competizioni UEFA devono dimostrare di non avere debiti insoluti verso altri club, giocatori e autorità sociali/fiscali per tutta la stagione, e dal 2013 devono rispettare requisiti di break-even, che richiedono ai club di bilanciare le spese con i ricavi e ridurre i debiti.

Adesso guardiamo la situazione della AS Roma, l’Inter ed il Milan come riportato dal ilsole24ore.it :

  • Parte l’aumento di capitale da 115 milioni di euro dell’As Roma per riequilibrare i conti del club.

Il club giallorosso è una società ancora in fase di profondo turnaround. La semifinale di Champions ha portato benefici ai conti ma nel prospetto informativo che accompagna l’aumento sono indicati diversi elementi di rischio. Viene precisato che l’operazione si inserisce in un contesto di significativo deterioramento della situazione economica, finanziaria e patrimoniale del gruppo, caratterizzata, tra l’altro, da un trend reddituale negativo, da un deficit patrimoniale (a livello consolidato) per 129,3 milioni al 31 dicembre 2017, nonché da una situazione di elevata tensione finanziaria: al 31 marzo 2018, l’indebitamento finanziario lordo ammonta a circa 270 milioni. Inoltre l’aumento, anche in caso di integrale sottoscrizione, non consente di superare la fattispecie di cui all’articolo 2446 del codice civile (riduzione del capitale sociale di oltre un terzo in conseguenza di perdite), situazione nella quale la società versa al 31 dicembre 2017.

Infine l’aumento, anche in caso di integrale sottoscrizione, non è sufficiente a far fronte al fabbisogno finanziario complessivo netto del gruppo per i 12 mesi successivi alla data del prospetto informativo.

La Uefa non concederà al Milan in settlement agreement, la decisione di non patteggiare da parte dei procuratori contabili di Nyon deriva dalle incertezze che ritengono collegate ai piani presentati dalla dirigenza.

In particolare, per la Uefa ci sono incertezze sul rifinanziamento del debito verso Elliot (350 milioni) che potrebbe comportare il trasferimento della proprietà al fondo americano ad ottobre 2018. Inoltre vi sono dubbi sul piano di espansione nel mercato cinese e sull’equilibrio dei conti del club rossonero.

A questo punto seguirà un vero e proprio processo, davanti ai giudici contabili della Uefa, che avrà ad oggetto il deficit eccessivo maturato dal Milan negli anni 2015-16 e nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2017. L’ammontare di queste perdite complessive nel corso di questi anni dovrebbe essere superiore alla soglia dei 100 milioni, pur sottraendo i costi virtuosi, rispetto a un limite di 30 milioni di rosso concesso dai regolamenti.

In sintesi il Milan rischia delle sanzioni da parte dell’UEFA che potrebbero arrivare fino all’esclusione dalla competizione dell’Europa League.

Anche l’Inter ha “qualche difficoltà” a non sforare nel fair-play finanziario a tal punto che i riscatti di Rafinha e Cancelo appaiono molto difficoltosi. I neroazzuri vorrebbero avere il primo in prestito dal Barcellona che difficilmente accetterà mentre il dg Alemany del Valencia squadra titolare del cartellino del secondo calciatore ha dichiarato nell’ultima conferenza;

“Il giocatore interessa all’Inter, noi, però, non accetteremo nessuna condiziona diversa dal pagamento intero dell’importo stabilito”. 

E la Roma? La società ha grandi debiti ma sembra che a nessuno interessi. Anche per iscriversi alla SERIE A necessita almeno il pareggio di bilancio che mi sembra difficile raggiungere per la società giallorossa. Non sono un esperto ma di certo non naviga finanziariamente in acque tranquille come riportato anche dal sole 24 ore. Aspettiamo la decisione UEFA e della Lega SERIE A per vedere se rientra nei parametri previsti dal FFP nella speranza che tali regole non vengono superate dalla solita “finanza creativa” oppure dal più classico teorema italiano “volemose tutti bene che stiamo tutti sulla stessa barca”.