Prima viene squalificata dall’UEFA per non aver rispettato il Fair Play Finanziario.
Successivamente, la proprietà cinese, non riesce a pagare un prestito al fondo americano Elliott, con il quale aveva comprato giocatori che gli hanno permesso di raggiungere la qualificazione in Europa League e senza i quali certamente non ci sarebbe mai arrivata.
Intanto, per il prestito non onorato, la proprietà del Milan sarebbe passata agli americani, il condizionale è d’obbligo poiché nel sito ufficiale dell’ A.C. Milan l’imprenditore cinese risulta ancora presidente.
Contestualmente alle vicende burrascose economiche il Milan fa il ricorso al TAS (*) e  con la sentenza emessa proprio oggi quest’ultima accoglie il ricorso dei rossoneri riammettendoli in Europa League.
Dalle prime indiscrezioni, dunque, sarebbe stata decisiva la presenza di Elliott a garantire la solidità del club.
Ma il fondo Elliott può garantire da questo momento in avanti ma l’esclusione dall’Europa era per le irregolarità passate.
Cosa ancora inspiegabile è come possa essere stato accettato il ricorso presso il Tribunale di Losanna quando, notizia di poco fa, Yonghong Li è finito addirittura nel mirino della Procura di Milano.
Infatti secondo quanto riferisce Il Corriere della Sera, l’ormai ex patron del Milan è indagato per l’ipotesi di reato di false comunicazioni sociali. Dopo aver acquistato il club rossonero lo scorso 13 aprile 2017 per 740 milioni di euro (di cui 300 prestati da Elliott), il cinese non è riuscito a mantenere gli accordi con il fondo americano, perdendo probabilmente la proprietà della società.
Quindi, secondo questo principio, da questo momento, tutte le squadre possono “fregarsene” del FFP, eventualmente, in caso di contestazione da parte dell’UEFA, si può sempre rimediare nel futuro, “un fondo finanziario si trova sempre e non si rifiuta mai a nessuno, soprattutto se sei una società importante ma probabilmente questo non vale per tutti considerato ciò che sta succedendo in generale nel calcio e di cui ne parlo sinteticamente nel proseguo dell’articolo.
Intanto sempre l’UEFA come anche la FIGC non sembrano essere interessata all’enorme debito di Roma ed Inter sulle quali non ha neanche preso in considerazione un qualsiasi accertamento.
Eppure sono tutte e due in Champions league quando mi rimane difficile credere che con gli attuali bilanci ma anche quelli passati, possono ancora solo giocare in SERIE A .
Eppure nel passato la Lazio per “pochi spicci”, se rapportati ai debiti delle squadre menzionate, fu depredata dei migliori calciatori e i libri contabili della società portati al Tribunale fallimentare alla velocità della luce. Mentre, sempre in passato, per far capire le “particolari applicazione dei regolamenti” la asroma fu iscritta al campionato grazie ad una fidejussione che molti giudicarono falsa.
Anche in questi giorni, mentre il Milan è stato riammesso a giocare l’Europa League, alcune squadre come il Parma e il Chievo Verona per delle presunte plusvalenze fittizie rischiano la retrocessione nella serie inferiore.
Forse dovevano affidarsi a degli “esperti come i dirigenti dell’Inter” che  sono riusciti a vendere (tra l’altro) 4 giocatori della primavera, con ZERO minuti giocati in SERIE A, realizzando una plusvalenza di ben 27,5 milioni di euro che sommate ad altre vendite è arrivata a raggiungere i 45 milioni di euro rientrando così nei parametri del settlement agreement stipulato con la UEFA evitando pesanti e pericolose sanzioni. Il tutto senza cedere alcun big ma sfruttando i giovani del settore giovanile nerazzurro.
Veramente “BRAVI” i dirigenti neroazzurri come altrettanti “BRAVI” sono quelli giallorossi che riescono a raggiungere plusvalenze che a volte hanno del miracoloso .
Ovviamente tutto regolare ma è pur vero che essendo delle operazioni inusualmente rapide nel tempo e che hanno realizzato utili significativi salvando sempre società blasonate e penalizzate altre, le cosiddette piccole, credo che delle verifiche da parte degli organi controllori andrebbero fatte anche per zittire le tante voci circa presunti accordi di comodo tra le società interessate e mantenere quel poco di credibilità che il calcio mantiene (credo per poco ancora).
Lasciar andare tutto come vanno le cose si da adito a tanti dubbi ovvero che regole e divieti sono ad personam e non secondo il principio per cui la Legge è (o dovrebbe essere) uguale per tutti.
TAS * – Il Tribunale Arbitrale dello Sport – TAS, anche noto come Comitato Arbitrale dello Sport o Camera Arbitrale Sportiva – CAS (fr.Tribunal Arbitral du Sport, en. Court of Arbitration for Sport), è una organizzazione giudiziale sportiva con sede a Losanna, Svizzera. Nato nel 1981, è stato costituito dal CIO nel 1984 con l’obiettivo di risolvere le controversie sportive di carattere transnazionale all’interno dell’ordinamento sportivo mondiale innanzi ad una istituzione arbitrale indipendente che emanasse un lodo assimilabile alla pronuncia del tribunale ordinario.
Nel 1994 una sentenza del Tribunale federale svizzero stabilì che il TAS era una vera e propria corte di arbitrato ed essa iniziò quindi a varare una serie di riforme per rendersi più indipendente dal CIO.
Dal 2003 il TAS è ufficialmente diventato indipendente dal CIO.  FONTE it.wikipedia.org