Il 5 agosto del 2005 ci lasciava Giuliano Fiorini. Bomber della Lazio dal 1985 al 1987. Non ha vinto uno scudetto come Giorgio Chinaglia e non aveva la classe di Bruno Giordano. Con solo 2 campionati in biancoceleste ha totalizzato 50 presenze e 10 gol  ma per lui, nella storia laziale, un posto c’è e ci sarà per sempre.

Poche presenze e pochi gol, numeri che un qualsiasi calciatore lo farebbero ricordare solo se leggi i tabellini dell’epoca ma Giuliano Fiorini non è uno qualunque. Nella Lazio ha lasciato un segno indelebile quello di avergli impedito la retrocessione in SERIE C.

Tutte le le generazioni di laziali conoscono la Storia di Fiorini e la portano nel cuore.  Il suo gol che salva la Lazio dalla retrocessione, la sua esultanza sotto la curva immortalata con una foto ormai storica e altrettanto storica la foto che lo ritrae in mutande tra i tifosi alla fine della partita sono ricordi indelebili nella Storia della S.S. Lazio.

Giuliano non è stato solo gioco e gol nella Lazio ma molto di più, un trascinatore anche fuori dal campo di gioco, infatti il 26 luglio del 1986, quando nel ritiro di Gubbio arriva la notizia che la Lazio è stata condannata dalla giustizia sportiva, dopo il celebre discorso dell’allenatore Eugenio Fascetti alla squadra (“Chi vuole andare, vada. Ma chi decide di restare, dia il massimo e non ne parli più”) Giuliano Fiorini si alza e per primo dice: “Io resto, qualunque cosa succeda”. 

Fiorini è da subito entrato nel cuore dei tifosi e anche dai calciatori tifosi laziali come Paolo Di Canio che in occasione di Lazio-Messina prima giornata del campionato di Serie A 2005-2006,  pone in memoria di Fiorini quella che era stata la sua maglia sotto lo striscione Anche tu nel paradiso degli eroi… ciao Giuliano.

 

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Giuliano Fiorini (fonte internet)

 

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Giuliano Fiorini (fonte laziowiki.org )