Oggi sarebbe stato il suo 37° compleanno se qualcuno non si fosse improvvisato chissà quale genere di tutore della Legge che gli ha provocato quel comportamento assurdo che tutti ormai sappiamo conclusosi con la tragedia dell’uccisione di Gabriele Sandri. L’aspetto giudiziario è terminato con una  condanna  dell’agente di polizia Spaccarotella a 9 anni e 8 mesi ma non si potrà mai concludere, sotto l’aspetto umano, per la famiglia Sandri. Sarà per sempre una ferita aperta che nulla potrà mai rimarginare e nessuna parola potrà mai colmare quel senso di vuoto infinito come ha voluto raccontare lo scorso anno, in una intervista al corriere.it, papà Sandri:

«Il dolore è sempre uguale nella mia mente, certo si va avanti, sono passati 10 anni e si cerca di vivere – racconta Giorgio Sandri -. Per fortuna l’aiuto della gente, di tanti ragazzi di tutte le tifoserie, ha un po’ diluito il dolore in un dolce ricordo. Però mio figlio mi manca, mi manca tanto e immagino che potevo essere nonno anziché di due nipoti magari di quattro, perché oggi Gabriele avrebbe avuto 36 anni». La Lazio era nel cuore di Gabriele. E Pierluigi Casiraghi, centravanti tutto cuore e grinta, era il suo calciatore preferito.

Auguri Gabriele !