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SILVIO PIOLA

Il 4 ottobre ricorre l’ anniversario dalla scomparsa di Silvio Piola. L’ex attaccante biancoceleste è ancora oggi il marcatore più prolifico nella storia del calcio italiano (al 4 ottobre 2018)

Silvio Piola (Robbio, 29 settembre 1913 – Gattinara, 4 ottobre 1996) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo attaccante.

Annoverato tra i più grandi centravanti della storia del calcio, detiene diversi primati nei massimi campionati nazionali: pur avendo perso alcuni anni a causa della Seconda guerra mondiale, ne è il massimo marcatore con 290 reti (274 in Serie A e 16 in Divisione Nazionale 1945-1946) ed è il miglior cannoniere in categoria di tre diverse squadre (Pro Vercelli, Lazio e Novara). Detiene dal 1933 il record di marcature in una singola gara, 6, eguagliato da Omar Sívori nel 1961.

Ottenne inoltre risultati di prestigio con la nazionale italiana, essendo stato tra i protagonisti della vittoria al Mondiale di Francia 1938; è tuttora il terzo miglior marcatore degli azzurri, dopo Gigi Riva e Giuseppe Meazza, con 30 reti. Riva, Meazza e Piola, sono a tutt’oggi, gli unici calciatori ad aver segnato trenta o più reti nella storia della nazionale italiana.

Nel 2011 ottiene un riconoscimento alla memoria nella Hall of Fame del calcio italiano.

 

Il trasferimento alla Lazio e i titoli di capocannoniere

…Ormai destinato a lasciare le Bianche Casacche, Piola finì alla Lazio, realtà «patrocinata dal potente generale Vaccaro», la quale, con la reggenza di Eugenio Gualdi, era entrata prepotentemente nel mondo del calcio professionistico. Per scoraggiare le altre pretendenti, Ambrosiana e Torino in primis, il segretario amministrativo del Partito Fascista Giovanni Marinelli seguì personalmente la trattativa, e ne influenzò l’esito ordinando il trasferimento del giocatore, che stava svolgendo il servizio di leva, da Cuorgnè a Roma, presso il Ministero degli Esteri. Piola, inizialmente restio ad accettare, firmò infine un contratto da 70 000 lire annue (che salì poi, nel 1938, a 38 000 lire al mese); alla Pro Vercelli andarono oltre 200 000 lire. Nelle prime tre amichevoli del settembre 1934, contro SPAL, Wiener e Bocskay, il centrattacco segnò undici reti.

Debuttò ufficialmente il 30 settembre, in Lazio-Livorno 6-1, segnando un gol. Nelle prime due stagioni la società non andò oltre un quinto e un settimo posto, risultati sotto le aspettative; sullo stesso Piola, che per un periodo fu spostato mezzala e rimpiazzato da Antonio Bisigatonel ruolo di centravanti, vari critici manifestarono perplessità, malgrado andasse incrementando il numero stagionale di segnature.

A permettergli il salto di qualità furono, tra il 1935 e il 1936, gli acquisti degli alessandrini Riccardi e Busani e dei vicentini Camolese e Costa, che andarono a comporre con lui il quintetto offensivo per la stagione 1936-1937; la Lazio s’inserì con decisione nella lotta scudetto, vincendo il platonico titolo d’inverno e chiudendo seconda, alle spalle del Bologna, menomata nel finale da vari infortuni, tra cui quello dello stesso Piola. Il vercellese vinse comunque, per la prima volta, la classifica cannonieri e, in virtù delle buone prestazioni ottenute contemporaneamente in nazionale, si distinse secondo Roghi come «centravanti numero uno della stagione»; contribuì poi (con undici realizzazioni in sei partite) all’avanzamento dei biancocelesti in Coppa dell’Europa Centrale, manifestazione internazionale persa in finale contro il Ferencváros.

Nel 1937-1938 la squadra rimase a ridosso delle prime posizioni per alcuni mesi, per poi declinare. Nell’aprile 1938 Piola fu tra le cause dell’allontanamento di Gualdi dalla presidenza della Lazio; multato per essere giunto in ritardo ad alcuni allenamenti, se ne lamentò, alimentando le critiche verso la gestione mosse da alcuni consiglieri e da Marinelli. Gualdi presentò dunque le proprie dimissioni. in seguito a questa defezione, la Lazio perse in competitività e lo stesso Piola: malgrado le ottime prestazioni nel campionato del mondo 1938 e in nazionale, ebbe un brusco calo di rendimento in campionato dovuto anche a un nuovo arretramento a mezzala, non andando oltre diciotto reti complessive tra le stagioni 1938-1939 e 1939-1940; nel campionato 1940-1941 i biancocelesti rischiarono addirittura la retrocessione in Serie B, scampata unicamente per un quoziente reti migliore rispetto a quello del Novara. Piola diede comunque un importante contributo alla salvezza nel derby del 16 marzo 1941, in cui segnò la doppietta che fissò il risultato sul 2-0, nonostante si fosse ferito alla fronte dopo venti minuti di gioco in uno scontro col difensore giallorosso Mario Acerbi. Concluse la sua esperienza alla Lazio vincendo il secondo titolo di capocannoniere nel 1942-1943. Tra la primavera e l’estate 1943 disputò la Coppa Luigi Barbesino con la formazione detta Presidio, che raccoglieva calciatori delle due maggiori squadre capitoline.

fonte: it.wikipedia.org

Foto di copertina | Piola in azione fonte LAZIOWIKI.ORG

 

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290 reti (274 in Serie A e 16 in Divisione Nazionale 1945-1946)

 

 

PIOLA

La maglia di Silvio Piola (replica)

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